09 giugno 2014

Архиепископ Анджело Ронкали – миротворецът в Българската Църква


Добър ден на всички,
Тази моя поява, може да се счита за своеобразна покана към прочита на наскоро публикуваната в Италия книга „Анджело Джузепе Ронкали. Вълкът, мечката, ангето. Българска кореспонденция с дон Карл Раев и монс. Дамян Теелен”. Книга, която издадох съвместно с Фондация Папа Йоан ХХІІІ, Бергамо.
Голяма беше изненадата ми, щом се натъкнах, още при пристигането ми в Белене, преди три години, на шейсетина оригинални ръкописни писма на монс. Ронкали до дон Карл Раев – български мирски свещеник, съхранявани в енорийския архив.
Откритието ме изпълни с радост, ентусиазъм и любопитство. В свободното си време започнах да изучавам и други документи, свързани с онзи период, за да достигна до сърцевината на трудния конфликт, разтърсвал в продължение на десетилетия католическата беленска общност, отекнал в цялата северна епархия на България и подтикнал Апостолическият визитатор, умело и почти неуловимо, да влезе в ролята на умиротворител.

02 aprile 2014

Una settimana di Roncalli con i Passionisti in Bulgaria

Il vecchio seminario dei Passionisti a Russe,
dove Roncalli trascorse questi esercizi nel 1930
RITIRO SPIRITUALE A RUSSE
CASA DEI PADRI PASSIONISTI 
28 APRILE - 4 MAGGIO 1930

684. Fac me Cruce inebriari...

Un complesso di circostanze conferisce al mio raccoglimento spirituale una nota speciale di abbandono in Gesù sofferente e crocifisso, mio Maestro e mio Re. Le pene, attraverso le quali nei decorsi mesi il Signore ha voluto provare la mia pazienza, per le pratiche circa la fondazione del seminario bulgaro; la incertezza che perdura da oltre cinque anni quanto ai compiti definitivi del mio ministero in questo paese; le angustie e le difficoltà di non poter far di più, e del dovermi contenere in una vita di eremita perfetto, contro la tendenza del mio spirito alle opere del ministero diretto delle anime; il malcontento interiore di ciò che c'è ancora di umano nella mia natura, anche se sin qui sono riuscito a tenerlo in disciplina: tutto mi rende più spontaneo questo santo abbandono, che vorrebbe insieme essere elevazione e slancio verso una imitazione più perfetta del mio Divino Esemplare. 

Roncalli con mons. Theelen e i Passionisti a Russe
685. Intorno a me, in questa grande casa, solitudine assoluta e bellissima, negli effluvii della natura in fiore; in faccia, il Danubio; e, al di là del grande fiume, la ricca pianura rumena, che nella notte talora rosseggia pei depositi petroliferi in combustione. Durante tutta la giornata silenzio perfetto.
A sera il buon vescovo passionista mgr. Theelen viene a tenermi compagnia per la cena. 
Lo spirito resta applicato tutto il giorno alla preghiera e alla riflessione. Esercizi molto semplici. Seguo il testo di sant'Ignazio; secondoché mi torna più opportuno, mi soffermo o passo oltre. 
Letture: un trattato moderno del p. Plus: La follia della Croce, e qualche altro autore, spigolando qua e là. O Gesù, ti ringrazio di questa solitudine che mi dà vero riposo e gran pace spirituale. 
Come fiori spirituali di questo ritiro, piacemi cogliere e fissare qui alcune pochissime cose. 

19 marzo 2014

Roncalli e Bosilkov, Босилков и Ронкали: due santi all'ombra di San Giuseppe

Mons. Roncalli in visita a Bardarski Gheran, luglio 1925
Pubblico qui un mio breve intervento tenuto ieri nel paese bulgaro di Bardarski-Gheran, in occasione degli 80 anni di costruzione della chiesa parrocchiale di San Giuseppe. Buona lettura, e... auguri a tutti i papà secondo la carne, e secondo lo spirito.
Надолу има и на български език!

Buonasera a tutti.
            Sono molto contento che all’interno delle celebrazioni per gli ottant’anni della costruzione della vostra chiesa parrocchiale dedicata a S. Giuseppe (1934), voi amici e fratelli di Bardare abbiate voluto dedicare un momento a questi due Santi.
            Ottant’anni fa infatti il beato Angelo Giuseppe finiva il proprio in Bulgaria e nello stesso tempo il beato Eugenio iniziava il suo lavoro presso di voi. Uno partiva, l’altro cominciava.
            Mi piace allora iniziare questo piccolo incontro con le parole che un recente martire, don Andrea Santoro, ucciso in Turchia nel 2006, scrive in una sua lettera:
           “E’ per me un tempo di incubazione e di attesa. Un tempo di silenzio, come per il seme sotto terra e per il bambino in crescita. I tempi di Dio sono lunghi, quelli orientali ancora di più. E poi, come dice san Paolo, uno semina, l’altro irriga, l’altro concima, l’altro raccoglie: la Chiesa è prima di noi ed è dopo di noi. Ognuno in questa catena rappresenta un anello. Dio sa tutto e provvede a tutto: accettare di essere un ‘istante di una lunga storia’ e ‘un piccolissimo frammento di un insieme’, ecco un ottimo esercizio ascetico e una vera prova di amore, perché ci libera dall’orgoglio, dalla fretta e dalla presunzione. Cerco di incamerare tutto questo col cuore e non solo con la testa[1].
         

13 ottobre 2013

Ponti di pace sul Danubio. L'opera pacificatrice di mons. Angelo Roncalli nella Chiesa del Nord Bulgaria

Lo scorso venerdì 11 ottobre ho avuto l'occasione di parlare al convegno internazionale dedicato a Papa Giovanni XXIII, svoltosi presso l'Accademia Bulgara delle Scienze a Sofia.
Ecco il testo dell'intervento.

Buonasera a tutti.
            Questo mio breve intervento vuole essere un invito alla lettura della recente pubblicazione, in Italia, del volume “Angelo Giuseppe Roncalli. Il lupo, l’orso, l’agnello. Epistolario bulgaro con don Karl Raev e mons. Damian Theelen”, libro da me curato in collaborazione con la Fondazione Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
            Tre anni fa, appena arrivato a Belene, ho avuto la grande sorpresa di trovare nell’archivio parrocchiale una sessantina di lettere originali autografe di mons. Roncalli a questo sacerdote diocesano bulgaro, don Karl Raev.
            Tale scoperta mi ha molto rallegrato, entusiasmato ed incuriosito. Ho iniziato così, nel tempo libero, una ricerca di altri documenti e uno studio di quel periodo per ricostruire da una parte il doloroso conflitto che per decenni ha lacerato la comunità cattolica di Belene e attraversato tutta la comunità diocesana del nord della Bulgaria, e dall’altro la silenziosa ed efficace opera di pacificazione e riconciliazione operata dal Visitatore apostolico.

            La comunità cattolica di Belene, come è ricostruito bene negli studi dei professori bulgari S. Eldarov e R. Vataski, dopo la liberazione della Bulgaria nel 1877, fu il centro di un movimento di ribellione contro i propri vescovi e contro i missionari passionisti stranieri[1].
            Il primo grande conflitto si svolse alla fine del 1800, e fu guidato dal sacerdote don Stanislas Petrov; terminò con la morte del vescovo Ippolito Agosto a Belene, la scomunica dei ribelli e la creazione di una seconda parrocchia, dedicata a S. Antonio, scelta che sanciva la divisione dei cattolici di Belene e calmava le acque.
            Ma in contemporanea con lo scoppio della prima guerra mondiale, nel 1915, scoppiò nuovamente a Belene un nuovo conflitto, interno alla comunità cattolica.
            Il sacerdote don Karl Raev, discepolo ed amico di don Stanislas Petrov, nativo di Belene e qui parroco dal 1906, in nome dei “bulgari-cattolici della zona di Svishtov” inizia una campagna violenta contro il nuovo vescovo passionista, l’olandese Damian Theelen.

21 luglio 2013

Abbiamo tutti bisogno di pace

La macchina da scrivere del Visitatore Roncalli,
conservata presso la Nunziatura di Sofia

VISITATIO APOSTOLICA IN BULGARIA N° 456

Sofia – Rue Liouline, 3
7 febbraio 1926

Mio caro don Carlo,
            la ringrazio dei suoi saluti e delle buone notizie che senza molte parole mi da. Una lettera di S. E. il venerato Vescovo suo e l’atto di fiducia che ora ha usato con lei di farle tradurre la lettera pastorale della Quaresima, mi dicono più di qualunque altra testimonianza che le cose vanno molto bene, e che si avvicina il tempo della gioia perfetta.
            Bravo don Carlo! Continui così, nell’esercizio di quelle virtù che sono la vera gloria del sacerdote cattolico e lo pongono in condizione di essere strumento preziosissimo di bene nella Chiesa del Signore. Non creda che io la possa abbandonare. Tutti i giorni ella ha un bel posto nelle mie povere preghiere. Fra qualche piccola pena di cui è cosparso anche questo mio modesto ministero della Visita Apostolica, mi è già un conforto l’avvicinarsi sempre più il giorno in cui la gioia di lei sarà gaudio altresì di tutta la diocesi di Nicopoli.
            Abbiamo tutti, ed in ogni ordine di cose, bisogno di pace. Ciascuno deve fare del suo meglio per portarla questa pace e per produrla. Coraggio: coraggio. Quanto al suo Vescovo ella continui ad abbandonarglisi come buon figliuolo. Si avvera ciò che molte volte ho pensato, cioè, che un contatto più intimo delle vostre due anime rivela meglio l’uno all’altro, ed accresce ed abbellisce la cordialità dei rapporti.
            Nella letteratura cristiana antica [[si]] sono dette cose così magnifiche delle relazioni far i preti e il Vescovo, chiunque sia e qualunque siano le circostanze della vita, che si comprende come il Signore debba particolarmente benedire questo sentimento, da una parte di paternità, e dall’altra di pietà filiale. Se ella ha un po’ di tempo trovi le lettere di S. Ignazio d’Antiochia, e le legga bene. Che pensieri, che insegnamenti deliziosi! Ella che è padrone della sua lingua patria, dovrebbe tradurle in Bulgaro e pubblicarle. Farebbero un gran bene fra i cattolici ed anche fra gli Ortodossi.
Di nuovo, coraggio e letizia, mio caro don Carlo. La benedico di gran cuore
aff.mo nel Signore
+ Angelo G. Roncalli // arciv. d’Areopoli // V. A.




L'originale è conservato in ASEB, F. Raev, op. 1, а. е. 1, l. 7.

07 maggio 2013

Signore e signori, ecco a voi: Il lupo, l'orso, l'agnello!



Il lupo, l'orso, l'agnello

Epistolario bulgaro di mons. Angelo Roncalli

con don K. Raev e mons. D. Theelen

Nel 1925 mons Angelo Giuseppe Roncalli (1881-1963), futuro Papa Giovanni XIII, viene inviato in Bulgaria come Visitatore Apostolico. Nel paese era in corso un profondo conflitto tra mons. Damian Theelen, religioso passionista olandese che fu Vescovo di Nicopoli ad Istrum (Bulgaria del nord) dal 1915 al 1946, e don Karl Raev, uomo di profonda cultura, scrittore, insegnante, che pervaso da un forte sentimento nazionalista, aveva scatenato un violento conflitto contro mons. Damian Theelen e i missionari passionisti stranieri. Da subito mons. Roncalli, con il suo caratteristico stile pacificatore, entra nelle complesse ed annose problematiche della Diocesi di Nicopoli, portandole ad una discreta soluzione. La sua corrispondenza con mons. Theelen e don Raev, che qui pubblichiamo, testimonia un grande esempio di diplomazia ecclesiale, intessuta di grande paternità e spiritualità.

10 ottobre 2012

Прощалното слово на Н. В. Пр. А. Дж. Ронкали


Прощалното слово на Н. В. Пр. А. Дж. Ронкали
Апостолически делегат в България
 (Произнесено на 25 декември 1934 в черквата „Св. Йосиф” в София)

Pax hominibus bonae voluntatis.
Мир между човеците с добра воля.

     Прелюбезни братя, тази коледа е десетата, която с особено задоволство отпразнувам с вас. Тя е и последната. И ако кажа, че, като си заминавам и ви напускам за винаги, моето сърце е безчувствено, не бих казал истината пред Бога. Днес аз съм заставен да въздействам чрез разума си върху разчувстваното си сърце. На тази земя всички сме пътници. Тук се срещаме върху различни пътища на света, тук любовта е преходна и дохожда време на раздяла: всеки поема пътя за Небето – нашето отечество, гдето един ден ще се съберем и ще бъдем вечно щастливи.
  Изпратен между вас от Негово Светейшество, който представлява на земята Този, Когото правдиво днешната служба възпява като Цар на мира, нашия Господ Исус Христос, какъв друг бих могъл да бъда аз между вас ако не bonus homo pacificus  добър и миролюбив човек, който за нищо не иска да излезе извън обсега на своите религиозни обязаности ( задължения), и стоящ извън всякакви политически компетенции, също така извън и над всякакви земни интереси, имащ единствено предвид да работи за мира във всяко едно отношение и във всички свои почини ( начинания)? Такъв се постарах да бъда между вас с божията благодат, преди всичко благ и миролюбив, без никой път да се отклонявам от решението си да действам винаги много внимателно и да прилагам принципите на златната среда; всичко разглеждах  и решавах с голяма снизходителност и братолюбие, спомняйки си за духа на евангелието, дето е писано: „Ignem veni mittere in terram” „огън дойдох да туря на земята” и дето четем още: „Beati mites quoniam possidebunt terram” „блажени кротките, защото те ще наследят земята” ( Матея 5. 4).
           
Позволете ми да ви заявя драги братя, че това е най-хубавият път, и да ви поканя днес, озарени от Витлеемската светлина и пред разнежените чувства на раздяла, винаги него да следвате. О, мир! Мир на душата, съединена с Бога! Мир, основан върху точното изпълнение на християнските ни съвестни задължения, върху избягване на злото и на греха, върху разрастването на благочестието, върху приемане на тайнствата, върху изучаването на верските истини, и върху ревността за разпространяване на царството Божие на земята.
     После, мир във вашите социални отношения,
в светилището на вашето семейство, и в разните прояви на обществения ви и частен живот.
     По този повод ще ви заявя, че със задоволство констатирах, че католиците в България знаят да съгласуват и съобразяват, във всяко събитие, радостно или тъжно, любовта си към вярата и тази на отечеството и на държавните учреждения. Да, предраги, продължавайте да обичате така Отечеството си! Никога да не ви съблазнява противоевангелското учение!

05 agosto 2012

18 aprile 2012

"България е моят кръст", изповядва бъдещият папа Анджело Ронкали


"България е моят кръст", изповядва бъдещият папа Анджело Ронкали

Галерия с изображения
Публикувана: Сряда, 18-ти Април 2012, автор(и): 24 Часа; прочитания: 1597; коментари: 4
През дъждовния април на 1925 г. София посреща папския делегат Анджело Ронкали изпълнена с ужас и тъга. Комунистите са взривили купола на черквата "Св. Неделя", опитвайки се да убият цар Борис III. Загиват 213 души, ранени са повече от 500. Ронкали отваря широко вратите на католическата болница. Посещава ранените всеки ден. Предложено е безплатно лечение за всеки пострадал от атентата, независимо от неговата религия. Цар Борис е впечатлен и кани енергичния католик в двореца.
Така започва едно приятелство, продължило две десетилетия
Изпитанията за българският цар и папския представител обаче тепърва предстоят. Месецът отново е април, годината 1928-а. Серия от земетресения сриват напълно Чирпан и разрушават голяма част от Пловдив. Земята се люлее в продължение на 11 дни. Падат 73 000 сгради.
Цар Борис спешно се премества от резиденция "Евксиноград" в Пловдив и лично оглавява кризисния щаб. Цялата страна се вдига на крак да спаси бедстващите. Ронкали също се заема с доставяне на храна, одеяла и палатки.

10 marzo 2012

La bellezza del vincolo di carità

09/02/1927 - Lettera di mons. A. G. Roncalli a don K. Raev (ASEB)


VISITATIO APOSTOLICA IN BULGARIA
Sofia - Rue Mussalà, 2
9 febbraio 1927

M. R. sac. don CARLO RAEFF // ENDJE.

Mons. Kirill Kurtev
Mio caro don Carlo,
            Sono tornato appena ora al mio posto di lavoro. Il viaggio dall’Italia è stato lungo avendo approfittato della occasione di conoscere – accompagnando il nuovo Vescovo Bulgaro[1] – un po’ meglio l’Oriente e le questioni che lo riguardano. Mi trattenni perciò ad Atene, a Salonicco, e, con maggior agio, a Costantinopoli.
            A dire vero mi premeva di presentare il Vescovo Bulgaro a cattolici di varie nazionalità divise fra loro da ragioni politiche, appunto per dimostrare con ciò la bellezza di quel vincolo di carità in Gesù Signore che affratella gente di ogni razza al di sopra di ogni risentimento nazionale. Ho pensato con ciò di servire anche al buon nome della Bulgaria. E, a vero dire, mons. Cirillo Kurteff pur nella modestia e nella semplicità del suo tratto, ha saputo far veramente onore al suo paese, anche per quella cultura ecclesiastica che traluce poco a poco dalla sua parola in chi gli si avvicina.
            Tornato dunque a Sofia ho trovata la sua ultima in data 31 gennaio u. s. in cui ella mi ripete le belle espressioni del suo spirito già scrittemi con l’altra del 24 settembre a[nno] p[assato].
            Quanto le sono grato dell’uno e dell’altro documento! Non occorre che le ripeta come <io> la porti sempre nel cuore, e come sempre mi segua la preoccupazione del successo definitivo di questa pratica della sua completa riabilitazione. Sarò ben contento il giorno in cui potrò dire che “jam hiems transit, imber abiit et recessit ”!
            A Roma mi sono non poco occupato di lei. Ella mi faccia il gran favore di non perdere il coraggio perché i giorni passano, e non vede ancora giorno completo. Il sole verrà; e lei comprenderà anche meglio come l’attendere sia stato meritorio e provvidenziale.
            Ricordando il freddo che ella ha patito lo scorso anno qui a Sofia, quando mi fu ospite per qualche giorno, mi immagino che cosa soffrirà ora. In certe costituzioni come la sua la sensibilità al freddo è tale che sconvolge tutto ed è una tentazione di lamentarsi persino del Signore. Ciò dico per l’esperienza che ho fatta recentemente in Roma con un mio antico amico sacerdote a cui la sensazione del freddo dava le vertigini e che mi sono adoperato a tutt’uomo per far spedire in America in un clima permanentemente torrido.
            Però lo spirito di sopportazione aiutato dalla grazia del Signore che tutto da a chi l’invoca con fervore sono sicuro che l’assisterà sino alla fine. Ed è in questa sicurezza che le ricambio gli auguri così cari che ella si è compiaciuto inviarmi.
            Quando ai ricordi delle passate vicende continui ad affidarsi alla provvidenza materna della Chiesa santa che a tutto arriva ed arriva saggiamente. Ella per conto suo si mantenga sempre tranquillo, sempre calmo, sempre buono. Si possa dire di lei ciò che è scritto di un grande personaggio biblico: “In laenitate animae suae placuit ”.
            Nelle sue preghiere si ricordi anche di me a cui questo ministero della Visita in Bulgaria produce certo qualche gioia, trovandomi fra un popolo che apprezzo ed amo ed è degno dei migliori destini, ma non senza qualche fastidio.
            La benedico di gran cuore. Le accludo anche due immaginette che mi vennero donate dal Santo Padre in persona in occasione dell’ultima visita che gli feci il 2 gennaio
affezzionatissimo in G. C.
+ Angelo Giuseppe Roncalli
arcivescovo d’Areopoli
V. A.

[1] Si tratta di mons. Kiril Kurtev.

10 gennaio 2012

Dalla padella bulgara... alla brace turca.


Icona del beato Roncalli
(Sofia, Chiesa delle Suore Eucaristine)
Pubblico qui una delle ultime lettere bulgare di Mons. Roncalli, molto bella e confidenziale, diretta al vescovo passionista di Nicopoli mons. Damiano Theelen.
Contiene i saluti, i ringraziamenti e le aspettative del beato bergamasco con le valige in mano per la nuova missione ad Istanbul ed Atene. Buona lettura.

Sofia, 18 dicembre 1934

Eccellenza carissima,
Sono tornato l’altro ieri dall’Italia dove il mio soggiorno fu più lungo che non pensassi, e sono tornato, come ella omai sa perché tutti i giornali ne hanno parlato, per salutare la Bulgaria e portare le mie tende a Istanbul, il che significa, come dice un proverbio italiano, saltare dalla padella nella brage.
Anche in questa disposizione della Provvidenza circa la mia povera persona, sono contento di aver posto in salvo il mio principio, di non cercare mai la volontà mia. Il Santo Padre nell’atto di nominarmi alla duplice Delegazione di Turchia e di Grecia disse al Card. Sincero di voler dare con ciò una prova di stima e di benevolenza a mons. Roncalli “per la buona impressione che ci ha lasciato anche nell’ultima udienza. Dopo tanti anni che si trova in Bulgaria non siamo mai riusciti a cogliere sulle sue labbra o dalla sua penna una sola parola che fosse preoccupazione personale fra tanti imbarazzi, sentimento di disagio, desiderio di cambiare o altro”. Ed a me, tornando su quella impressione, aggiunse: “Sì, Monsignore, impressione tanto più cara, quanto più rara”.

02 dicembre 2011

3 e 4 agosto 1925: mons. Roncalli visita Belene


Il Visitatore Apostolico a cavallo
(a Belene però venne col treno)
"На трети август 1925 година вечерта в 10 часа пристигнал папския пратеник в България: Анджело Джузепе Ронкали.
Той отслужил светата литургия и държал пламенна реч, и дал папския благослов на народа. Вечерта в 5 часа отишъл на горната църква, отслужил благослов и държал реч, и дал папския благослов на народа. Вечерта заминал за гарата съпровождан от много народ. На гарата Систо Бонов държал реч, папският делегат отговорил и благословил народа.
След години същия Ронкали бил избран за Папа на Католическата църква".
Дядо Никола Алексиев, бивш народен представител 4.04.1964

"Alle 10 di sera del 3 agosto 1925 è arrivato l’inviato del Papa in Bulgaria: Angelo Giuseppe Roncalli.

30 novembre 2011

30/08/1925 - Lettera di mons. A. G. Roncalli a mons. D. Theelen

Mons. Damian Theelen cp
Vescovo di Nicopoli dal 1915 al 1946
Ill.mo Rev.mo Mons. Damiano Theelen
Vescovo di Nicopoli (Rusciuk).


Sofia – Rue Liouline, 3
30 agosto 1925

Eccellenza. Ho ricevuto la sua del 24. Innanzitutto il p. Stefano Kurtev mi fa dirle che furono dati ordini per il rilascio libero alla Dogana – con Istruzioni N° 17551 e N° 17553 del 27 agosto – degli arredi di chiesa e libri destinati per V. E. Converrà che li faccia ritirare alla Dogana il più presto possibile per non dover <pagare> la tassa di deposito. Debbo confermarle che il p. Kurtev ha trovate le migliori disposizioni negli impiegati e crede che se Ella avesse domandato senz’altro la esenzione da ogni diritto di dogana, trattandosi di arredi di chiesa, avrebbero concesso.

28 novembre 2011

22/08/1925 - Lettera di mons. Roncalli a don Karl Raev

Don Karl Raev
parroco di Belene dal 1906 al 1920
M. R. Sac. CARLO RAEF = SVICHTOV.
Sofia, Rue Liouline, 13
22 agosto 1925

M. R. e caro don Carlo.
Ho ricevuto le sue lettere che hanno fatto un lungo giro per trovarmi. Insieme ho ricevute anche le lettere di S. E. Mons. Theelen. Le une e le altre mi hanno recato vero conforto, perché mi confermano nella felice impressione che io ebbi nel colloquio con lei a Svichtov il 5 corr.
            Penso che di giorno in giorno ella venga sempre più gustando la gioia della grazia del Signore che ha ritrovate di nuovo le vie del suo spirito. Il Signore la benedica e la conservi in questa calma che la aiuterà a condurre a termine l’opera della sua pacificazione interiore ed esteriore.           

26 novembre 2011

Partiamo da... Bardarski-Gheran

Bardarski-Gheran, agosto 1925. Da sinistra a destra:
p. Luigi Manuscev, don Kiril Kurtev, mons. Angelo Roncalli,
p. Metodi Karabenciov e dom Costantin Boschaerts.

Mi pare bello, all'inizio di questo nuovo blog, cominciare da Bardarski-Gheran, piccolo paese disperso nelle pianure della Bulgaria settentrionale, che appena qualche anno dopo accoglierà come parroco il futuro beato mons. Eugenio Bosilkov.
Cominciamo da qui con una fotografia (molto famosa tra noi Passionisti) che secondo me è uno dei più bei ricordi della presenza del beato Roncalli in Bulgaria, il quale appunto scrive che queste prime esperienze "mi resteranno nella memoria del cuore sin chè viva".
Questa foto fu scattata a Bardarski-Gheran nell'agosto del 1925, durante il passaggio del Visitatore Apostolico nella Diocesi di Nicopoli.
Molto bella, perchè sul carro con Roncalli ci sono due Passionisti, il futuro vescovo dei cattolici di rito orientale e un cappuccino, insieme ai ragazzi e gali adulti di Bardarski: una sintesi quasi completa della chiesa bulgara del tempo.

Pubblico poi qui due lettere inedite, con cui mons. Roncalli ringrazia p. Manuscev per l'invio di questa e altre foto.